S.O.S Giovani: ” Basta con l’apartheid!!!”
Oggi, in classe, a seguito di un compito di filosofia e delle seguenti valutazioni, si è accesso un dibattito tra la nostra “professoressa” di Filosofia e un mio compagno.
Alla fine della discussione la tesi del “pozzo di scienza” risulta essere questa “…I giovani non trovano lavoro perchè sono degli incompetenti; la scuola, perdendo la sua rigidità, non è più in grado di fornire i giusti mezzi; e il buonismo e il paternalismo hanno leso, irrimediabilmente la società.”Tralasciando le tesi del mio compagno, che arrancava sul malgoverno, sulle raccomandazioni e altre affermazioni, dal mio punto di vista, fortemente opinabili; è sopraggiunto il suono della campanella che ha decretato la fine dell’ora; ma sarà il caso - chiamatelo pure destino- l’articolo di fondo odierno del “Corrire della Sera”, che titola “LE SCELTE ANTI APARTHEID” di Pietro Ichino recuperava propio questo tema.
”Il regime di vero e proprio apartheid che condanna tanti giovani bravissimi, soprattutto ma non soltanto nelle amministrazioni pubbliche, a penare per molti anni prima di riuscire a conquistare un posto stabile è l’altra faccia del regime di inamovibilità di cui oggi beneficiano i lavoratori «di ruolo ». Più questi sono inamovibili, più è difficile, talvolta impossibile, accedere al lavoro stabile e protetto per quelli che stanno ancora fuori della «cittadella».
…Se si vuole davvero combattere efficacemente l’apartheid, e al tempo stesso non si vuole che il mercato del lavoro torni a essere inaccessibile alle nuove leve come era divenuto alla fine degli anni ‘70, la strada è una sola. Occorre, sì, un tipo unico di contratto per tutti i lavoratori dipendenti; ma disciplinato in modo che siano garantite la necessaria fluidità nella fase di accesso al lavoro dei giovani e una ragionevole flessibilità nella fase centrale della vita lavorativa, secondo i migliori standard internazionali; e che tutti ne portino il peso in ugual misura.”
Quindi, come Ichino afferma, oltre ai diversi motivi c’è di fatto il problemma di una casta di anziani, competente, che occlude ogni via d’accesso ai i giovani, anche questi competenti. Spesso, si è soliti etichettare i giovani con Corona, reality e Paris Hilton…quelli che vedono in queste figure i propri idoli sono destinati a fallire - Corona ce lo rivedremo di nuovo in carcere per riprendere popolarità, i reality si sono decimati in tv, la Hilton è rimasta senza soldi- ma c’è tutto un sottobosco di giovani menti che gridano la propria voglia di futuro.
“Lo vedo fra i miei studenti, basta uno stimolo, un’occasione, e quelli che sembravano apatici e spenti si scatenano, si mettono insieme, inventano, creano. Perciò fra poco emergeranno nuovi gruppi, nuovi imprenditori, nuovi leader, insofferenti delle ideologie dell’inerzia e del lamento. Incominceranno a sognare, a costruire, e si ribelleranno a chi dice che non si può, a chi pone intralci, a chi vuol tenerli immobili. E alla fine, credete, vinceranno.” F.Alberoni
Non smentiremo Francesco Alberoni!!!




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