Giorno della memoria, perché non si DEVE dimenticare.
Seppur in ritardo, è doveroso scrivere anche poche parole ma indelebili su uno degli
eventi che più di tani altri ha dimostrato la provenienza dell’uomo dalle bestie, quando la ferocia soppianta la ragione.
Scrivo anche in ritardo, peché reputo inadeguata l’istituzione di un giorno per un evento così doloroso, come se a gli uomini fosse impartito di commemorare le vittime del genocidio nazista che ammonterebbero tra i dieci e i quattordici milioni (cifre che difficilmente possono essere digerite se non con il gusto amaro dello sdegno e con qualche lacrima che riga il viso), la società, invece, si dovrebbe preoccupare di far ritornare spesso alla memoria questi eventi che hanno devastato la storia dell’uomo.
Sono molti i libri scritti per raccontare questo grande evento e i film girati per descrivere l’orrore di un simile piano…io vorrei proporre le riflessioni di una donna ebrea, Elisa Springer, da qualche anno morta, che fu deportata ad Auschwitz all’eta di ventisei anni; lei scrive…
” Non è colpa né merito, nascere di religione ebraica, cattolica o protestante; nascere di razza bianca o nera. Siamo tutti figli di Dio, di un unico Dio, quel Dio che a me è stato negato e che, nonostante tutto, ho sempre, disperatamente, cercato!…
…Per una ragazza, il ballo dei diciotto anni rappresentava il dischiudersi di un fiore ai primi caldi primaverili, quella primavera che, per noi, non arrivò mai. Quanti germogli furono spezzati dal vento del ‘38, quanti petali appassirono prima di vedere il sole, quanti steli tornarono a essere radici? Tanti, troppi…
…Diventava sempre più difficile essere se stessi, quando gli altri ti parlavano, ti guardavano, ti sentivano diversa fino al punto di non sapere tu stessa chi fossi…
…Era una massa silenziosa di anziani e bambini che di lì a poco sarebbe diventata cenere per i campi di Auschwitz, concime per un mondo, un’umanità che stava perdendo il suo “io”, il suo Dio…
…Da quel momento scomparivamo come esseri umani, diventando numeri, pezzi per la macchina di sterminio del Reich…
…La nostra voce, e quella dei nostri figli, devono servire a non dimenticare, a non accettare con indifferenza e rassegnazione, le rinnovate stragi di innocenti. Bisogna sollevare quel manto di indifferenza che copre il dolore dei martiri! Il mio impegno in questo senso è un dovere verso i miei genitori, mio nonno e tutti i miei zii. E’ un dovere verso i milioni di ebrei “passati per il Camino”, gli zingari, figli di mille patrie e di nessuna, i Testimoni di Geova, gli omosessuali, e verso i mille e mille fiori violentati, calpestati e immolati al vento dell’assurdo…i giovani liberi devono sapere, dobbiamo aiutarli a capire che tutto ciò che è stato è storia, e la storia
oggi, si sta puramente ripetendo.”
dal libro “Il silenzio dei vivi”, Elisa Springer




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