Ipse dixit: Due donne e un governo che cade…
La satira politica, sicuramente, questa settimana non è rimasta a mani vuote per tutto
il caos che si è abbattuto sulle Camere…quindi la poesia di Luciana Littizzetto.
…segue un bellissimo intervento di D. Bignardi preso da Vanity Fair:“Io ho un sogno: Berlusconi premio Nobel”
Lentamente Muore
Lentamente muore chi non cambia marcia,
lentamente muore chi non mette la freccia quando svolta,
lentamente muore chi non tira il freno a mano in discesa
chi sbaglia nell’usare la fresa
chi gli casca in testa un’obesa, la casa o la Torre di Pisa.
Muore lentamente chi non fa come la Marcuzzi
e se non riesce ad andare in bagno se la tiene tutta dentro.
Muore lentamente chi non si leva prontamente
da sotto il casco della permanente.
Muore più velocemente
chi mette le dita nella presa di corrente
chi non si sposta quando cascano le piante
e chi mangia le amanite velenose al ristorante.
Muore lentamente tanta bella gente
ma c’è anche, e tu lo sai,
una banda di COGLIONI che non muore mai!
( Pablo Nerudone)
P.S. sulla scorta della scelta di Mastella, che, molto probabilmente, durante una seduta spiritica si è fatto dettare una inedita poesia di Neruda.
da Vanity Fair, Daria Bignardi:
Io ho un sogno: Berlusconi premio Nobel
Sono pensieri cattivi, ma la mattina dopo la sgangherata caduta del governo, dopo un sonno agitato cullato dalle facce terree di Fini e Fassino a Porta a Porta, mi sono sentita come Will Smith nei cartelloni pubblicitari di Io sono leggenda: tra le macerie di un mondo di zombie. E non credo che se fossi di destra sarei molto più ottimista di così. Ripenso allo scorso autunno, quando contestavo i metodi di Grillo e degli antipolitici che trovavo pericolosi e qualunquisti: sto diventando come loro?
Ora magari passerà. Stefania Prestigiacomo diventerà governatore della Sicilia, Veltroni camminerà sulle acque e Azzurra e Pier Ferdinando Casini saranno i nostri Carla e Sarkò. Berlusconi donerà tutti i suoi beni ai bambini africani e prenderà il Nobel per la Pace. I parlamentari verranno dimezzati e nessuno di loro potrà avere più di cinquant’anni alla Camera e sessanta al Senato. Anche i nostri ministri saranno la metà: donne e uomini saggi, umili e discreti ma autorevoli, coraggiosi e capaci.
Il familismo sarà sostituito da un forte senso dello Stato e del bene comune e non si parlerà più di responsabilità e dignità, perché saranno cose ovvie e scontate come respirare. Magari tutto questo accadrà, e non si dovranno fare più pensieri brutti come: «Se avessi vent’anni me ne andrei da questo Paese» − quei pensieri che ti hanno sempre fatto incazzare quando l’intellettuale di turno li tirava fuori e ti sembravano insopportabilmente snob e gli gridavi mentalmente: «Ma dove vai che potresti essere mio nonno, ma stattene tranquillo». Sto diventando come loro?
Mi sono detta, per rincuorarmi, che tutta questa nausea forse è figlia di un mestiere che ti fa leggere sei quotidiani al giorno, che se vivessi in campagna sarebbe diverso, che anche senza finire into the wild come Christopher McCandless nell’ultimo film di Sean Penn, se solo avessi alberi e cieli intorno, forse ora potrei guardare il tramonto e pensare all’immensità dell’universo invece che leggere in prima pagina fondi e articolesse sui cannoli, lo spumante, la mortadella e le arance. Che poi sarebbero tutte buonissime cose italiane, ma almeno per un po’ non potrai fare a meno di scansarle come cacca.
Non penso che se fossi di destra, e nemmeno se fossi berlusconiana, potrei sentirmi meglio di come mi sento: quando un Paese dà il peggio di sé e fa scrivere a tutti i giornali del mondo che «la situazione è disperata» e tu sai che quella situazione disperata è la tua, c’è poco da esultare.
Domani è un altro giorno e, come disse con umorismo involontario il presidente Napolitano in visita a New York qualche tempo fa, magari il nostro istinto animalesco ci salverà. Giusto quello, bestie che non siamo altro.




[...] scorso post il commento della Bignardi terminava così “bestie che non siamo altro“, pensando a coloro che all’alba si [...]